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Faccio sempre tutto io: e se la mia fosse una relazione asimmetrica e volessi cambiarla?

Faccio sempre tutto io: e se la mia fosse una relazione asimmetrica e volessi cambiarla?

Quasi tutte le relazioni presentano un certo grado di asimmetria: un partner può essere più gentile, più ordinato o più parsimonioso dell’altro. È inevitabile che col passare del tempo si definiscano ruoli diversi all’interno del rapporto: ciascuno dei partner si fa carico di una parte, di solito quella più congeniale alle proprie attitudini, e degli oneri. 

Indice dei contenuti

  1. La ripartizione degli impegni nella vita a due
  2. Quando l’asimmetria diventa un ostacolo al proseguimento della relazione
  3. Possibili sbilanciamenti negli oneri fra i partner
  4. Consigli per vivere in una relazione - anche se - asimmetrica
  5. Se l’asimmetria diventa eccessiva: riconoscere e dare priorità ai propri bisogni

 

  1. La ripartizione degli impegni nella vita a due

Di solito, una relazione prevede una ripartizione degli impegni: dividersi i compiti li rende meno gravosi e permette di ottimizzare i vantaggi della vita a due. A volte, però, fin da subito o più spesso col passare del tempo, una volta superata la fase iniziale di “luna di miele” della relazione, si definiscono i ruoli del “chi fa cosa” in modo sbilanciato: a un partner spettano la maggior parte delle incombenze pratiche, mentre l’altro si avvantaggia della sua disponibilità e si adagia. Se da una parte la relazione per il partner più pigro diventa confortevole, dall’altra può innescare un circolo di frustrazione e rivendicazioni da parte del partner che si sente oberato e lasciato da solo a farsi carico delle incombenze.

Spesso questo sbilanciamento diviene motivo di confronto acceso, a volte di discussione; non di rado, le richieste di maggiore impegno al partner più distratto assumono i toni dell’ultimatum. In questo frangente, la richiesta di maggiore collaborazione e impegno può portare a un’effettiva assunzione di responsabilità da parte di chi si era fino allora adagiato, viceversa le richieste possono essere ignorate del tutto o dopo un breve periodo di impegno al cambiamento.

Se il partner più impegnato si senta esasperato dal perdurare della situazione, può iniziare a fare valutazioni più specifiche rispetto a questo problema: se desidera che la relazione duri nel tempo, sapendo che il partner non intende né può cambiare il proprio atteggiamento, può ignorare l’asimmetria della relazione e cercare in essa altri elementi valoriali.

 

 

  1. Quando l’asimmetria diventa un ostacolo al proseguimento della relazione

Se invece questa asimmetria diventa un ostacolo importante al proseguimento della relazione, occorre trovare strategie alternative di intervento. Si può provare a individuare le origini e le cause dello stato delle cose oppure proporre un compromesso che non richieda un completo adeguamento di un partner o un totale cambiamento all’altro; spesso, trovare un compromesso tra le aspettative reciproche aiuta a dividersi gli oneri. Nei casi più estremi, spesso conseguenti a lunghi periodi di sopportazione e adeguamento da parte del partner più collaborativo, occorre un cambio di atteggiamento radicale da parte del partner meno collaborativo, se desidera che la relazione continui.

 

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  1. Possibili sbilanciamenti negli oneri fra i partner

In tutte le relazioni è presente un certo grado di asimmetria – alcuni periodi sono più faticosi e densi di impegni personali – e una relazione perlopiù simmetrica può subire di tanto in tanto un’oscillazione che vede sbilanciarsi il maggior onere nella gestione della vita a due. Lo sbilanciamento di equilibrio nella relazione può essere relativo a un aspetto specifico e riguardare più caratteristiche dei partner. Vediamo in cosa i due partner possono mostrare attitudini e impegno diverso:

  • Gentilezza: uno dei due partner può essere più disponibile ad apprezzare i lati positivi dell’altro senza avere un atteggiamento particolarmente severo nei confronti di eventuali errori o mancanze
  •  Parsimonia: un partner può essere più attento alle spese necessarie e meno propenso a spese superflue
  • Responsabilità: la capacità di stabilire una gerarchia di priorità e a seguirla a volte appartiene più a un partner che all’altro
  • Autonomia: un partner può essere più equilibrato e oggettivo nel valutare le situazioni in cui si può lasciare che una preoccupazione passi senza coinvolgere l’altro partner e nell’individuare le situazioni in cui invece occorre puntualizzare e affrontare una questione comune, o chiedere aiuto all’altro
  • Capacità di controllo: uno dei due partner può essere più incline a esercitare un controllo attivo su comportamenti di eccesso (verbali, di assunzione di cibo o alcol, di spesa)
  • Etica: in situazioni cruciali, per alcune persone compiere una scelta eticamente corretta anche se a proprio discapito non richiede grande sforzo.

 

 

  1. Consigli per vivere in una relazione - anche se - asimmetrica

Pensi di vivere una relazione asimmetrica e desideri modificare parte del disequilibrio che si è venuto a creare, senza chiudere la relazione? Ecco alcuni consigli utili.

 

  a. Ignora l’asimmetria

Puoi aver valutato che il tentativo di ridurre l’asimmetria e conciliare maggiormente le esigenze di entrambi è un tentativo destinato a fallire. Ad esempio, se il tuo partner è più pigro di te e non contribuisce a fare le cose che ti aspetteresti da lui, a un certo punto puoi accettare che questa persona non riuscirà a cambiare più di tanto nemmeno in futuro, pertanto e accogliere l’asimmetria come un punto di debolezza della vostra relazione, considerando però che ce ne sono altri di maggiore forza e sapendo che in ogni relazione sono presenti aspetti di insoddisfazione più o meno significativi.

 

  b.  Analizza le cause

Prima di cercare soluzioni, spesso è più utile individuare i fattori che mantengono in vita il problema. Ad esempio, se il tuo partner è disordinato potresti chiedergli: “Perché pensi che la nostra casa sia più confortevole se è meno pulita e ordinata di come la vorrei io?”

Il tuo partner ti potrà dare diversi tipi di risposte come “Le apparenze non sono poi così importanti” oppure “I miei genitori sono sempre stati maniaci della pulizia e dell’ordine e io non voglio diventare come loro”: le risposte ti possono aiutare a capire meglio le ragioni del suo comportamento e allo stesso modo indurlo a pensare se possa valere lo sforzo di fare un piccolo sacrificio in favore di una convivenza più armoniosa.

 

  c. Proponi un compromesso

Facendo riferimento all’esempio precedente, puoi esordire dicendo: “Vogliamo entrambi che la nostra relazione migliori e forse possiamo entrambi fare un piccolo passo in direzione l’uno dell’altro: tu vorresti che io facessi più attenzione all’ordine della casa e io vorrei che tu controllassi di più le spese. Se provassimo per una settimana a fare entrambi uno sforzo nella direzione di quello che l'altro si aspetta?”

 

  d. Chiedi un cambiamento

A volte le persone sono motivate a cambiare solo se messe di fronte a una richiesta chiara ed esplicita, non negoziabile, anche se può suonare come una minaccia. Ad esempio, dire: “Il tuo comportamento incurante nei confronti della casa mi esaspera; ho cercato di essere molto tollerante e fare anche la tua parte ma se non assumi un atteggiamento più collaborativo non posso pensare di proseguire una relazione in cui devo farmi carico in solitudine di quasi tutti gli oneri domestici.”

La possibilità di ristabilire un equilibrio più equo all’interno di un rapporto di coppia ha il suo presupposto nella volontà di entrambi i partner di lavorare per realizzare i cambiamenti necessari.

 

  e. Rifletti su cosa desideri davvero quando nessun cambiamento sembra possibile  

Tutti hanno la capacità di modificare i propri comportamenti, ma non tutti vogliono farlo. La tua relazione difficilmente troverà un nuovo equilibrio nel caso in cui il partner:

  • non mostri interesse a modificare l’equilibrio impari che si è creato, ristabilendone uno più equo
  • sia felice di ricevere il tuo supporto incondizionato senza l’intenzione di ricambiare
  • non faccia nessuno sforzo per comunicare, per fornire supporto emotivo o continui a portare avanti comportamenti che non giovano alla relazione.

In questi casi, forse occorre fare altre valutazioni. Alcune persone non vogliono fare cambiamenti all’interno di una relazione, oppure semplicemente non sono compatibili con quel partner. Se il tuo partner ritiene inutile modificare qualche suo atteggiamento o non si rende disponibile a trovare una soluzione di compromesso, valuta se non sia più vantaggioso chiudere la relazione, anche se ti sembra di avere investito in essa tanto da non pensare di poter mollare proprio ora. Ricorda che nessun impegno è valido se ha un costo troppo alto in termini di stress emotivo prolungato nel tempo. E soprattutto, se hai speso tante energie nella tua relazione senza ottenere ciò che ti aspettavi, puoi decidere di investirle altrove.

 

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  1. Se l’asimmetria diventa eccessiva: riconoscere e dare priorità ai propri bisogni

A volte occorre essere onesti con il partner ma soprattutto con sé stessi: l’incompatibilità fra due partner prescinde dal fatto che uno dei due faccia intenzionalmente qualcosa di sbagliato. A volte, riconoscere le proprie esigenze aiuta a sostenere una decisione che può essere dolorosa: avere bisogno di un rapporto di maggiore sostegno e intimità o desiderare di pianificare il futuro non sono necessariamente obiettivi condivisibili, e se per te sono importanti nel tuo percorso di vita è bene che tu non li disattenda in funzione di una relazione che non promette nulla di ciò che desideri per te e per il tuo futuro.

Riconoscere i propri bisogni significa dargli la priorità, senza subordinarli alla necessità di stare in una relazione di coppia a tutti i costi. A volte il sostegno di uno psicoterapeuta può aiutarti a comprendere meglio i motivi per cui, nonostante la fatica e il disagio, resti in una relazione che non ti soddisfa. I motivi che ti inducono a questo tipo di comportamento possono essere molti e anche tu puoi avere un ruolo nel creare uno squilibrio all’interno della relazione: il desiderio di accettazione e riconoscimento ti può portare a sacrifici eccessivi per dimostrare il tuo valore, nella speranza di ottenere conferme sulla tua amabilità. A volte possono esserci comportamenti di tipo codipendente che contribuiscono a legarti a una persona che trae vantaggio dalla tua vicinanza ma che non soddisfa i tuoi bisogni di riconoscimento.

Nel corso di una psicoterapia puoi imparare a costruire confini sani nelle relazioni interpersonali, con l’aspettativa di costruire in futuro una relazione in cui il darsi non sia condizionato eccessivamente dal tuo bisogno di essere amato e si basi su criteri più equi di scambio e mutuo sostegno.

Senza un criterio di equità e mutuo rispetto, le relazioni possono facilmente perdere il proprio equilibrio, divenire sbilanciate, far sorgere incomprensioni e risentimenti. Se la tua relazione è diventata più asimmetrica di quanto non vorresti, parlare in modo chiaro e onesto dei tuoi bisogni e delle tue aspettative può essere un primo passo per riportare l’equilibrio all’interno della tua coppia. Se il tuo partner non si mostra disponibile, puoi comunque decidere di capire quali sono i bisogni che quella relazione sbilanciata soddisfa dentro di te e cercare di trovare soluzioni meno dannose per soddisfare in modo più autonomo quei bisogni senza che sia necessario accettare condizioni che non sceglieresti o che non desideri. 

 

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