Mi ha lasciato: perché mi è successo anche questa volta?

Mi ha lasciato: perché mi è successo anche questa volta?

La maggior parte delle persone si riprende dopo la fine di una relazione, soprattutto quando entrambi i partner concordano che sia bene lasciarsi. A volte con il sostegno di uno psicologo imparano dagli errori commessi, cercano e trovano conforto negli amici, e da ultimo iniziano una nuova relazione affettiva.

Le cose vanno però in maniera diversa quando uno dei due partner prende la decisione di separarsi mentre l’altro è ancora profondamente coinvolto. L’angoscia di essere rifiutati può essere devastante: alcuni provano un lutto senza fine, un pessimismo pervasivo e una profonda paura di non poter più incontrare una persona di cui innamorarsi.

Se a una persona accade di essere lasciata ripetutamente, il giudizio degli altri può essere spietato. Le persone a cui accade spesso di essere rifiutate in amore si sentono dire dagli amici di buttarsi la storia alle spalle e andare oltre o si sentono accusati di essere responsabili del fatto che la storia d’amore non ha funzionato. Questo non è sempre vero.

Chi sperimenta un lutto prolungato dovuto a una separazione, di solito ha tentato di tutto per far funzionare la relazione, vive uno stato di sofferenza e si chiede cosa avrebbero potuto fare di diverso per evitare che la relazione finisse.

Ecco alcuni motivi che possono spiegare in parte i ripetuti abbandoni sentimentali.

 

1. Insicurezza innata

È normale che una persona si senta insicura quando teme di perdere qualcosa di estremamente importante. Per alcune persone, la possibilità di vivere una relazione serena è fortemente condizionata dalla paura, che induce a costruire meccanismi di difesa usati per proteggersi. Controllare i sentimenti di tristezza e paura diventa prioritario, anche a scapito del lasciarsi andare a una nuova relazione. 

Quando i livelli di ansia a seguito di ripetuti abbandoni sono alti, la paura di un’ulteriore delusione guida il comportamento; in questi casi, il tempo necessario per tornare ad avere fiducia in un nuovo rapporto diventa lungo, spesso compare la sfiducia verso il futuro e la possibilità di tornare ad amare ed essere amati, come se la felicità a due fosse una meta impossibile.

 

2. Perdere ciò che si è sempre desiderato è doloroso

Ci sono incontri unici, che sembrano appartenere al mondo delle fiabe più che alla realtà. Quando si pensa di avere finalmente trovato il partner perfetto, si mette ogni risorsa a disposizione della relazione, nella speranza che non finisca mai: ogni sforzo per fare in modo che la relazione continui il più a lungo possibile rende accettabili anche i sacrifici.

Tuttavia, quando le cose non vanno, il desiderio di far funzionare la relazione prevale anche su alcuni segnali di allarme, spesso ignorati fino a quando è troppo tardi. Si tratta di quegli amori che sembrano la relazione perfetta, da sempre desiderata; quando però il partner decide di andarsene e chiudere la relazione, chi rimane può cadere nella disperazione e pensare – convincendosene - che non potrà mai più trovare un amore altrettanto meraviglioso.

In quei momenti, è spontaneo pensare che la vita non riserverà occasioni altrettanto uniche di incontro e che solo la persona che ci ha lasciato aveva le caratteristiche per renderci felici.

 

3. Esperienza di abbandono nell’infanzia

Esperienze precoci di abbandono vissute nell’infanzia possono compromettere la capacità – per chi li ha subiti - di fidarsi degli altri, anche in età adulta. Questo può avvenire in due modi opposti: si può vivere con estrema paura la possibilità di fidarsi e affidarsi a un partner o, al contrario, si finisce per fidarsi troppo, senza la cautela necessaria a tutelarsi.

L’insicurezza del sistema di attaccamento verso le figure dei genitori nelle prime fasi di vita può portare quei bambini a diventare adulti eccessivamente timorosi, incapaci di amare per la paura che una perdita o un abbandono prima o poi arrivi, come è accaduto in passato. In realtà, queste persone desiderano una condivisione piena all’interno di una relazione ma rimangono in una posizione difensiva, in una sorta di autoprotezione che li rende incapaci di coinvolgersi completamente: non avendo mai vissuto l’esperienza di un sentimento di autentica sicurezza affettiva, anche da adulti la percepiscono come inafferrabile e fuori dalla loro portata.

Accade poi che il continuo riferimento alla propria paura spesso infastidisca e frustri le persone che cercano di amarle. Se all’inizio di una relazione il desiderio di rassicurare il partner prevale sulle difficoltà, col tempo anche il partner più affettuoso può iniziare a credere che, per quanto si impegni, non riuscirà mai a dare la fiducia e la sicurezza di cui il partner ha bisogno per lasciarsi andare, e infine può arrendersi e chiudere la relazione, ricreando nuovamente il trauma di abbandono dell’infanzia nella persona lasciata.

 

4. Paura di essere soli

Chi vive nel timore costante di non incontrare la persona della vita, sarà più disponibile a tollerare rifiuti, abusi o comportamenti inadeguati da parte del partner pur di avere una relazione e sentirsi parte di una coppia.

Anche se il desiderio di non restare soli è forte, col tempo le differenze e le difficoltà legate a una vita a due avranno il sopravvento. La motivazione a rimanere in coppia a ogni costo non basta: può accadere infatti che il partner percepisca che la scelta non è dettata dal desiderio di condividere proprio quella vita a due, ma dal bisogno di condividerla con qualcuno in generale.

 

5. Fare affidamento sul partner per mantenere una buona autostima

Per chiunque viva una relazione, è pericoloso delegare al partner la responsabilità di definire il proprio valore. E come investire tutti i propri risparmi in un unico titolo azionario: se quell’investimento esclusivo fallisce, non rimarrà nessuna risorsa per affrontare il futuro.

Fare affidamento esclusivo sul partner per definire il proprio valore come persona significa esporsi a un duplice rischio: vivere un costante sentimento di dipendenza – che col tempo porta anche al risentimento – e identificarsi con l’immagine che il partner rimanda di sé. Quando le cose vanno bene, l’immagine che il partner rimanda è positiva: quando invece sorgono difficoltà, soprattutto quando la relazione si conclude con un abbandono, l’immagine di sé che resta alla persona rimasta sola è completamente svalutata.

Una volta perso chi garantiva la propria autostima, ciò che rimane è l’immagine di sé come una persona di poco valore e incapace di guadagnarsi l’amore di altri.

 

6. Paura del fallimento

Ci sono persone letteralmente terrorizzate all’idea di fallire in qualsiasi cosa, e le relazioni sentimentali sono solo un pezzo di quel puzzle. Mettono tutte se stesse nel tentativo di non fallire mai e non possono accettare che i loro sforzi non portino al risultato che si aspettano, soprattutto quando il risultato è importante come lo è una relazione sentimentale.

Nel loro timore di fallire, questi partner tendono spesso a reagire negativamente quando qualcosa sembra non andare nella direzione che si aspettano. Non fallire e non sbagliare diventa prioritario, a scapito della spontaneità. Questa iper vigilanza spesso non permette di cogliere segnali importanti che rivelano cosa sta accadendo all’interno della relazione.

Quando poi succede che la relazione si chiude, alla paura del fallimento subentrano il rimorso e il senso di colpa per avere commesso errori, per non essere stati capaci di portarla avanti: il fallimento non viene infatti percepito come una possibilità insita in qualsiasi iniziativa, ma una colpa di cui vergognarsi e per la quale mortificarsi.

 

7. Fantasie romantiche

Le relazioni non sono sempre così romantiche come lo vediamo raccontate nei libri o nei film. Sebbene all’inizio della relazione i partner mostrino grande disponibilità ad accettarsi e a comprendersi, nel tempo - conoscendosi meglio – scoprono di dover affrontare e gestire differenze e anche divergenze nel modo di comportarsi e pensare.

Pensare che la magia dei primi tempi non possa essere scalfita da nulla è illusorio. A volte l’armonia è turbata da eventi esterni alla coppia, impegni o responsabilità che chi vive in una fantasia romantica tende a considerare solo come temporanei ostacoli. Il rischio è non prestare sufficiente attenzione alla loro rilevanza, per esempio pensando che anche senza un lavoro stabile o una casa la relazione potrà comunque continuare come in una favola.

Quando uno dei due partner pensa che l’amore reciproco basti per realizzare una vita soddisfacente, l’altro partner non si sente visto né capito, e non di rado si mette alla ricerca di una persona che abbia un atteggiamento più concreto e realistico nei confronti della vita.

 

8. Amore eterno

Ci sono persone convinte che amare qualcuno per tutto il corso della loro vita sia un motivo di forte orgoglio a cui non vogliono rinunciare, anche se la relazione è compromessa o addirittura finita.

Si tratta di persone realmente convinte che un amore che è stato tale in passato non possa mai finire, e si mettono nelle condizioni di aspettare per sempre il ritorno dell’altra persona: l’incrollabile convinzione di rimanere leali nei confronti del partner che li ha lasciati gli impedisce di iniziare qualsiasi altra relazione, il partner e l’amore perduti sono costantemente elogiati, tanto che nessun nuovo partner può reggere il confronto con l’amore passato, anche se finito.

 

9. Incastri parziali

A volte l’incontro fra due persone avviene grazie la forte compatibilità che esiste in un’area specifica della vita di entrambi: la relazione fisica, la progettualità familiare o gli obiettivi di lavoro. Può accadere che altri componenti della relazione non siano altrettanto gratificanti ma che l’esperienza di pieno soddisfacimento in quella specifica area compensi le lacune presenti in altre.

Tuttavia, la perfetta corrispondenza in un’area specifica può rendere difficile credere che ci possano essere altre persone capaci di essere tanto allineate con le proprie esigenze e aspettative. Perdere una persona che soddisfaceva pienamente una parte dei propri bisogni e desideri spesso significa credere di dover rinunciare a una parte fondamentale di sé, nella convinzione che non ci sarà mai nessun altro capace con cui condividerla in modo così appagante. 

 

10. Gli stalker agonizzanti

Purtroppo, esistono persone incapaci di lasciar andare il loro ex partner, a prescindere da quanto egli sia stato chiaro nel manifestare la propria intenzione di non continuare o riprendere la relazione. Anche quando il partner li evita, si nega o perfino li umilia, gli stalker non vogliono, non possono lasciar perdere.

Ci sono svariate ragioni per cui le persone si fanno del male in questo modo. Possono essere convinti di non avere nessun altro posto in cui andare o pensare che non troveranno mai qualcuno che vada altrettanto bene per loro. Forse scelgono partner che non li potranno mai amare come vorrebbero e tuttavia non accettano questo epilogo.

Forse nella loro esperienza familiare hanno visto un genitore continuare a sacrificarsi senza che vi fosse reciprocità di impegno e sforzi all’interno della coppia, nella convinzione che questo fosse un modo nobile di agire.

Se la sofferenza è grande si possono manifestare comportamenti in cui si importuna o assilla l’ex partner, senza riuscire a farsi una ragione della rottura. Poco importa se questi comportamenti portano con sé un ulteriore allontanamento dell’ex, niente ferma dal continuare a voler cambiare le sorti del destino.

 

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