Creare un ponte tra psicologia e scuola può essere utile per il bambino o il ragazzo che manifesta delle difficoltà durante il percorso scolastico. 

La scuola non è solo il luogo dove il bambino apprende ma anche luogo di esperienze sociali e di condivisione, di relazione con i compagni, dove inizia ad assumersi le prime responsabilità e a misurarsi con gli impegni, in proporzione alle sue capacità e possibilità.

La psicologia può migliorare il rapporto del bambino con la scuola perché aiuta a capire a fondo le cause delle difficoltà, per trasformare il suo percorso scolastico nell’esperienza il più formativa e costruttiva possibile, individuando e attivando tutti gli strumenti utili. 

Cosa sono i Bisogni Educativi Speciali

Siamo quindi nell’area dei Bisogni Educativi Speciali: vi rientrano i bambini e i ragazzi che vanno seguiti con attenzione nel corso nel corso della carriera scolastica, a volte per un periodo più lungo o in modo permanente, a volte solo per un periodo, per via di un bisogno presente ma superabile con gli interventi più opportuni. 

I disturbi emotivi, per esempio - la frustrazione, la demotivazione, la gestione dell'emotività e delle aspettative esterne - rientrano nelle aree di criticità che possono influenzare il rendimento scolastico e la vita quotidiana a scuola.

Rivolgersi allo psicologo significa quindi rassicurare e restituire ai genitori e agli insegnanti un quadro clinico più chiaro delle difficoltà emerse, la loro origine e le caratteristiche, aiutandoli a organizzarsi per seguire il bambino nel suo percorso, a casa e a scuola: tipicamente si può arrivare alla redazione di un PDP, il Piano Didattico Personalizzato, che illustra e descrive le difficoltà, le necessità del bambino all’interno della scuola e le strategie, gli interventi e gli strumenti più adatti a favorire lo studio, l’apprendimento e l’inserimento nel contesto scolastico.

I DSA - Disturbi Specifici dell’apprendimento

La sigla DSA indica i quattro Disturbi Specifici dell’Apprendimento che possono emergere in aree diverse: la lettura, la scrittura, il calcolo. 

I DSA rappresentano un deficit nel completo sviluppo neurologico, una caratteristica individuale che investe alcuni processi di apprendimento: lo studente che mostra questo tipo di difficoltà non è pigro o svogliato né meno dotato dei suoi compagni ma ha necessità di strategie e strumenti che lo aiutino ad apprendere. 

In Italia, i DSA sono descritti e riconosciuti dalla legge 170 del 2010. Oltre a fornire una definizione dei quattro disturbi, la legge 170 sottolinea l’importanza della diagnosi precoce, del trattamento e degli interventi e strumenti più utili per lo studente, per favorire l’apprendimento e compensare le sue difficoltà specifiche.

Diagnosi precoce e intervento specifico, calibrato sulle necessità individuali, sono fondamentali per dare a ogni bambino o ragazzo gli strumenti, le tecniche e le strategie che lo aiutino a diventare autonomo e a proseguire con successo il suo percorso scolastico e di vita, a rafforzare l’autostima e il senso di autoefficacia.

Vediamo nei dettagli i quattro DSA.

La dislessia

Il termina dislessia indica la difficoltà di lettura che influenza la velocità e l’accuratezza: il bambino o ragazzo dislessico può leggere più lentamente e commettere diversi tipi di errori rispetto ai suoi pari età, e può succedere che fatichi a comprendere il senso di quello che legge proprio a causa di queste difficoltà.

La disgrafia e la disortografia

La disgrafia investe l’area della capacità grafo-motoria: la difficoltà a scrivere può manifestarsi con indicatori come, per esempio, l’incapacità di scrivere restando nei margini della riga o della pagina, di rispettare lo spazio adeguato tra le parole o di scrivere in modo leggibile.

La disortografia riguarda invece la capacità di scrivere le parole in modo corrispondente alla loro espressione orale: quando scrive, il bambino disortografico commette errori come lo scambio tra lettere dal suono simile (esempio: la t al posto della d e viceversa), l’inversione tra lettere, l’aggiunta di lettere e sillabe, oppure non rispetta la giusta separazione tra le parole, per esempio scrivendo attaccati l’articolo e il sostantivo.

La discalculia

Nel caso della discalculia, l’area coinvolta è la capacità di calcolo: le difficoltà possono essere varie e riguardare la capacità di calcolare a mente, di distinguere minore e maggiore o mettere in sequenza i numeri in ordine crescente e decrescente, di memorizzare operazioni semplici (i cosiddetti fatti numerici), o le tabelline. Un altro indicatore di discalculia è anche la difficoltà a scrivere o leggere i numeri in modo corretto.

I quattro disturbi possono comparire singolarmente o insieme, ed è importante riuscire a identificare tutte le aree di difficoltà per trattarle nella maniera più opportuna.

Come si valutano e si diagnosticano i DSA

Valutare e diagnosticare la presenza di uno o più DSA è il primo passo fondamentale per fare chiarezza sulla natura del disturbo ed eventualmente giungere alla certificazione che permette:

  • alla scuola di attivare e utilizzare strategie e strumenti efficaci per favorire l’apprendimento: un esempio classico è l’uso delle mappe per spiegare e poi studiare i vari argomenti scolastici 
  • allo studente di utilizzare gli strumenti compensativi e dispensativi, cioè tutti gli accorgimenti che gli permettono di studiare e apprendere con efficacia: un esempio, nel caso della discalculia, è l’uso della tavola pitagorica o della calcolatrice.
In genere, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento si manifestano a partire dall’ingresso nella scuola primaria, quando lo studente impara a leggere, scrivere e calcolare, e sono diagnosticabili a partire dalla fine del primo anno della scuola primaria: può succedere che siano gli stessi insegnanti ad accorgersi delle difficoltà del bambino e a consigliare ai genitori di avviare un percorso di valutazione.
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Valutazione, diagnosi di DSA, relazione e proposta di intervento

Il processo di valutazione che può portare a una certificazione di DSA prevede una serie di passi successivi:

  1. primo incontro con i genitori, per avere uno spazio di dialogo e condivisione delle informazioni e che serve anche per formalizzare l'autorizzazione dei genitori a prendere in carico il bambino
  2. primo incontro conoscitivo con il bambino, insieme ai genitori o a uno dei due, per iniziare nella migliore maniera la presa in carico
  3. incontri di valutazione con il bambino, circa cinque o sei, a cadenza settimanale per arrivare alla relazione in tempi adeguati. Nel corso degli incontri propongo una serie di test che servono anche a misurare e osservare come il bambino si approccia all'esercizio e tengono conto del suo personale grado di affaticabilità.
  4. percorso di potenziamento per allenare le competenze e le abilità che risultano deficitarie: il potenziamento è utile anche quando non si arriva a una diagnosi di DSA ma sono presenti delle difficoltà di tipo diverso, per esempio quelle che coinvolgono le funzioni alla base dei processi di apprendimento come il problem solving, la logica, la memoria di lavoro e il coordinamento tra le diverse funzioni esecutive
Conclusa la valutazione, scriverò una relazione approfondita che consegnerò e leggerò insieme ai genitori, soffermandomi sulla spiegazione dei risultati dei test e sulla presenza effettiva di un Disturbo dell’Apprendimento. La relazione indicherà anche tutti gli strumenti compensativi e delle misure dispensative da adottare ed è anche il primo documento utile da condividere con la scuola.
La relazione andrà consegnata al neuropsichiatra infantile del servizio pubblico e depositata per la validazione da parte della commissione che si occupa delle certificazioni. In attesa della validazione, i genitori potranno consegnare alla scuola la relazione e il documento che dichiara l’avvio del percorso di certificazione che per iniziare a introdurre strategie e strumenti compensativi: se i genitori lo richiedono, sono disponibile anche a un incontro con i docenti per illustrarla.

Quanto costa il pacchetto di valutazione

Il costo del primo incontro con i genitori, al quale può seguire la presa in carico completa del bambino da parte mia, è di 70 Euro.

Il pacchetto di valutazione comprende:

  • tutti gli incontri con il bambino
  • il percorso di valutazione
  • la stesura della relazione
  • l’incontro per la restituzione finale della relazione ai genitori
  • se richiesto, un incontro con la scuola. 

Se durante gli incontri il bambino si affatica ed è necessario aggiungere uno o più incontri, questi saranno sempre compresi nel costo complessivo.

Il pacchetto di valutazione costa 420 Euro.

Proposte di intervento successive alla valutazione

È fondamentale ricordare che la valutazione e la certificazione della presenza di un DSA sono l’inizio di un percorso che coinvolge scuola e famiglia e anche l’intervento da parte di una più figure specializzate.

Come specialista formato e certificato nel trattamento dei DSA, posso continuare a lavorare con il bambino e la famiglia e strutturare un programma calibrato sulle sue necessità, che preveda tutte le attività utili a potenziare e a riabilitare le funzioni meno mature e sviluppate: potenziare la capacità di problem solving e di logica, di gestire in maggiore autonomia un compito scolastico, stabilendo e definendo con il bambino i passaggi necessari per portarlo avanti, con l’obiettivo di ridurre l'ansia e il disorientamento che il bambino può provare di fronte a una richiesta scolastica.

Come contattarmi

Se notate che vostro figlio ha delle difficoltà scolastiche o la scuola ve le ha segnalate, potete contattarmi compilando il modulo. Vi ricontatterò entro breve per fornire le prime informazioni necessarie, valutare se sono presenti gli indicatori utili ad avviare il percorso di valutazione e quindi concordare il primo colloquio.
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