La psicoterapia è un percorso in cui lo psicoterapeuta e la persona che chiede aiuto lavorano insieme per migliorare una situazione di sofferenza psicologica

La mente, la nostra prima alleata

Lavorare, o meglio collaborare con il terapeuta significa poter modificare le emozioni, i pensieri, gli atteggiamenti, i comportamenti e le relazioni che creano disagio.

Quando la mente sembra una presenza ostile, la psicoterapia aiuta a ritrovare in lei l’alleata indispensabile, la risorsa che tutti abbiamo a disposizione per costruire il nostro progetto di benessere, per raggiungere i nostri obiettivi personali ed esprimere le nostre potenzialità.

Lo psicoterapeuta e il suo ruolo

Lo psicoterapeuta è la figura professionale che ha completato il percorso di studi composto dalla laurea quinquennale in psicologia e quattro anni di specializzazione: rivolgersi allo psicoterapeuta significa quindi ricevere un aiuto altamente specialistico e professionale, molto di più di ricevere un’opinione o un punto di vista su un problema o una difficoltà personale.

La figura dello psicoterapeuta è anche una garanzia di privacy e rispetto assoluto dei contenuti personali: quando sembra impossibile condividerli con chiunque altro, per qualsiasi ragione - temere di esporsi, essere in imbarazzo o vergognarsi al pensiero di dare voce ai propri pensieri - parlarne con lo psicoterapeuta aiuta a uscire da quell’isolamento che può creare una condizione di sofferenza aggiuntiva.

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Prima della psicoterapia

Il primo passo fondamentale è valutare la necessità di una psicoterapia. Questo significa:
  • individuare e diagnosticare ciò che ha portato la persona a chiedere aiuto, per esempio un disagio personale o nella relazione di coppia, oppure lavorativo
  • riconoscere come si manifesta il problema e quali sono le cause che lo hanno determinato: capire da soli le cause o le ragioni - spesso antiche e profonde - del manifestarsi di un problema non è sempre facile, anche per chi ha una buona capacità di autoanalisi.
Un sintomo come l'ansia, oppure gli attacchi di panico o l'umore depresso, esprime senza dubbio un malessere che però può avere origini diverse: agire solo sul sintomo significa agire solo sulla parte visibile, evidente del disagio, mentre l'obiettivo di una psicoterapia è arrivare a comprendere i fattori e i motivi che lo hanno causato, nel modo più esaustivo possibile.

Una volta identificata l’area che dà origine al malessere e compresi i motivi, lo psicoterapeuta può stabilire e indicare le strategie che rispondono meglio alle esigenze ma anche alle risorse individuali che la persona ha a disposizione e può mettere in gioco: l’obiettivo è sempre trovare la strategia di cambiamento più adatta e funzionale, che può essere più o meno globale e coinvolgere diversi ambiti della vita.

In questo percorso, è fondamentale sottolineare che la psicoterapia e lo psicoteraputa sono al servizio della persona e lavorano in funzione delle sue richieste ed esigenze: la persona che chiede aiuto allo psicoteraputa non si adatta alla psicoterapia ma orienta e determina la durata del percorso.

L'importanza del primo incontro

Il primo incontro serve a circoscrivere e comprendere la natura del problema, e a volte produce un effetto immediato di riequilibrio delle risorse personali e psichiche: mettere in ordine i pensieri infatti aiuta a contenere le risposte emotive, e anche la prima esperienza di confronto e ragionamento condiviso con il terapeuta può contribuire a tranquillizzare e contenere la preoccupazione.

Durante il colloquio, valuto se la psicoterapia sia necessaria. Se credo che il percorso psicoterapico sia adatto e possa produrre i benefici desiderati, possiamo iniziare a lavorare insieme per dare significato alla sofferenza e capire perché sia comparsa, base essenziale per proseguire e cambiare ciò che la crea.

Il mio approccio: la psicoterapia cognitivo comportamentale

La psicoterapia cognitivo comportamentale è un approccio scientifico e diffuso nel settore della cura psicologica, basato sull'idea di auto aiuto - sviluppare l’autonomia senza vincolare a un trattamento continuo e senza fine - con due obiettivi principali:
  • aiutare a sviluppare le competenze per superare il problema attuale
  • costruire un repertorio di strategie per il futuro, quando si presenteranno altre situazioni di difficoltà
Il principio-guida dell’approccio cognitivo comportamentale è che una persona può vivere meglio se:
  • è più consapevole dei significati che attribuisce a ogni situazione: sono i pensieri, le paure, le aspettative, i ricordi e le immagini dai quali possono nascere i problemi emotivi e comportamentali
  • verifica questi significati, cioè si abitua a non considerare le sue teorie o le impressioni sulla realtà come fatti veri e non modificabili
Sviluppare queste consapevolezze e capacità significa imparare ad attribuire a un evento o situazione negativa un significato meno estremo, più utile e accurato, e quindi a sviluppare risposte emotive e comportamenti più flessibili.

Nel contesto dell’intervento cognitivo comportamentale diventa fondamentale il senso di responsabilità individuale: assumerci la responsabilità di ciò che ci accade è infatti la premessa per qualsiasi percorso di cambiamento.

Faccio mia una riflessione elaborata da Massimo Recalcati e la ripropongo qui: ognuno di noi non è responsabile di ciò che è ma di ciò che può fare di se stesso, con le sue risorse e i suoi limiti. In poche parole: facciamo il possibile per andare nella direzione che desideriamo, con i mezzi e le risorse che abbiamo a disposizione e assumendoci la responsabilità del cambiamento, anche con l’aiuto della psicoterapia.

In questo senso, lo psicoterapeuta è la figura di riferimento empatica, collaborativa e che si astiene dai giudizi e aiuta a realizzare le condizioni indispensabili per cambiare:
  • migliorare la capacità di analizzare e oggettivare situazioni, pensieri e comportamenti
  • sviluppare nuovi stili di pensiero e sperimentare e valutare se diventano efficaci
  • gestire e regolare gli stati d'animo spiacevoli che si verificano durante il processo di cambiamento: sensazioni sgradevoli, senso di fatica e necessità di impegnarsi nel percorso di cambiamento si affrontano meglio in due
  • avere un modello a cui ispirarsi per adottare nuovi stili di azione e di pensiero.

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