Falsi miti sulla terapia di coppia: come superare il timore che non funzioni o non faccia per voi

Falsi miti sulla terapia di coppia: come superare il timore che non funzioni o non faccia per voi

Sulla terapia di coppia esistono idee preconcette, spesso errate, che possono creare timori quando si valuta se intraprenderla. Capire di cosa effettivamente si tratta può essere di aiuto per chi, trovandosi in un momento di crisi di coppia, voglia trovare un aiuto rivolgendosi a uno psicoterapeuta esperto in relazioni. 

Spesso è uno dei due partner a prendere l’iniziativa, proponendo di consultare un esperto: altrettanto spesso, l’altro partner è dubbioso e perplesso all’idea di parlare con uno psicoterapeuta di questioni private e personali.

La maggior parte delle persone è infatti scettica in merito all’eventualità di confidare gli aspetti più intimi e riservati della propria vita a due a un completo sconosciuto. Ansia, indecisione, imbarazzo, paura e soggezione sono le reazioni più frequenti.

È facile immaginare perché l’idea di rivolgersi a uno psicoterapeuta di coppia possa intimorire e mettere a disagio: per essere efficace, la terapia di coppia richiede che entrambi partner siano disponibili a mettersi a nudo rendendosi vulnerabili, a essere onesti l’uno con l’altro e a darsi da fare con impegno, a volte anche con fatica e sofferenza, per lavorare su se stessi e sulla propria relazione. Solo alcuni ci riescono.

Ritengo legittime alcune perplessità iniziali e di conseguenza penso sia molto utile sfata alcuni falsi miti che riguardano la terapia di coppia.

I falsi miti sulla terapia di coppia 

I falsi miti sulla terapia di coppia esistono. Per esempio: andare in terapia significa litigare davanti a un estraneo oppure significa che la nostra relazione è arrivata al capolinea. Invece, quando condotta in modo corretto, la terapia di coppia può rivelarsi di estrema utilità per le sorti della coppia, e parlare delle cose che non vanno non significa né essere giudicati né dover discutere. Anzi la terapia insegna proprio come poterla fare in modo sereno ed equilibrato.

1 - Se si intraprende una terapia di coppia significa che la rottura definitiva è imminente.

I partner possono avere ragioni diverse che li portano a intraprendere un percorso di psicoterapia di coppia. È vero che alcuni di loro sono in una fase estremamente critica della relazione quando decidono di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, così come è vero che le coppie spesso si rivolgono a uno psicoterapeuta per essere aiutati a separarsi in modo civile e rispettoso, pianificando assieme la gestione dei figli.

Vediamo alcuni dati. Secondo uno studio recentemente pubblicato su The American Journal of Family Therapy

  • circa il venti per cento delle coppie in terapia non è certo di voler continuare la relazione con il proprio partner
  • il quaranta per cento delle coppie inizia una terapia per capire se ci sono e quali sono i margini per recuperare una relazione sofferente.

Molte altre coppie invece optano per la terapia per ragioni meno gravi e urgenti ma non meno legittime: rendere meno faticosa la comunicazione, definire una linea comune nell’educazione dei figli o ritrovare la sintonia che gli impegni quotidiani hanno messo in ombra. Rivolgersi a uno psicoterapeuta di coppia significa imparare a gestire in maniera più efficace e costruttiva gli inevitabili conflitti che si creano nel corso del tempo all’interno di una relazione a due.

A volte c’è il desiderio di ristabilire la solidità iniziale del legame che si è indebolito: spesso il legame è ancora forte e il desiderio di mantenerlo tale nel futuro porta alla richiesta di consultazione. La presenza di figli può far emergere contrasti legati a prassi educative diverse da parte dei due partner: cercare una mediazione con la presenza di una figura esterna alla coppia può essere un modo efficace di affrontare le criticità.

Le motivazioni che spingono i partner a rivolgersi a uno psicoterapeuta possono essere diverse fra loro: ciò che le accomuna è comunque l’intenzione di avvalersi del contributo di un esperto che aiuti entrambi a transitare la relazione verso una maggiore comprensione e armonia.

2 - Rivolgersi a un terapista di coppia significa essere criticati o giudicati per le proprie mancanze.

Non dovrebbe mai succedere. Rivolgersi a un terapeuta esperto di coppia deve significare che entrambi i partner si possono sentire al sicuro senza correre il rischio di sentirsi giudicati, biasimati o rifiutati.  La base di una psicoterapia efficace è la fiducia da parte dei partner che la qualità della relazione è determinata dal contributo di entrambi. La possibilità di sentirsi accolti senza giudizio è la condizione per poter condividere argomenti personali rilevanti e su questi creare un legame di coppia ancora più profondo e saldo.

Una salda alleanza terapeutica non solo crea fiducia reciproca fra la coppia e il terapeuta ma rinforza anche il legame fra i due partner, accompagnandoli verso gli obiettivi che si sono posti. Il terapeuta non deve necessariamente essere d’accordo con quanto affermano i partner e può proporre di fare dei cambiamenti, ma questo deve avvenire in un clima di comprensione e accoglienza per costruire un legame più solido, senza giudizi o attribuzione di colpe. 

3 - Non dovremmo avere bisogno di andare da un terapista di coppia per sistemare le cose che non vanno.

“Dovremmo riuscire a farcela da soli, senza l’aiuto di nessuno” è un pensiero ricorrente e un falso mito.

 A prescindere dal contesto, chiedere aiuto non è quasi mai indice di debolezza, ma al contrario segno di forza. Chiedere un aiuto in un ambito tanto privato, piuttosto che tentare di risolvere la cosa per proprio conto, può sembrare avvilente quando uno, o entrambi i partner, hanno un forte senso di autonomia e pensano di dover sempre risolvere i problemi da soli. Il fatto di essere persone autonome, capaci di affrontare e risolvere situazioni anche problematiche da soli, non significa essere esperti del funzionamento delle relazioni di coppia. Rivolgersi a un esperto significa acquisire ancora più autonomia per il futuro.

Inoltre, soprattutto all’inizio di una relazione, non tutte le dinamiche in cui le coppie si trovano coinvolte sono chiare e comprensibili. Questo vale ancor più nel caso di una relazione conflittuale, dove discussioni o confronti accesi rendono più difficile mantenere l’oggettività.

A volte accade che il vero nodo non sia il problema attuale per il quale si è chiesto l’intervento di un esperto, o che non sia l’unico. A volte, reazioni eccessive su questioni di ordine domestico da parte di uno dei due partner hanno a che fare con questioni legate al suo passato più che alla situazione attuale, come per esempio essersi spesso sentito non riconosciuto o apprezzato per il suo valore o per il suo contributo in famiglia. In questo senso, cercare di risolvere i problemi di una relazione da soli può essere come combattere un avversario che non si riesce a vedere: come può una coppia affrontare e gestire una situazione problematica quando non la vede in modo chiaro?

Quando si è coinvolti in una relazione che procura gioia ma anche momenti di fatica, può essere difficile capire le motivazioni che ci spingono o spingono l’altro partner a compiere determinate scelte. Il ruolo del terapeuta è osservare dall’esterno: da una posizione neutrale è più semplice suggerire soluzioni e strategie nuove. Il terapeuta può aiutare i partner a identificare le ragioni meno ovvie della crisi e aiutarli a trovare modi di interagire che non avevano valutato prima.

Inoltre, l’idea di essere indipendenti e autonomi all’interno di una relazione mette di fronte alla reciprocità del dare e del ricevere all’interno di una relazione di coppia. Quanti di voi, senza neanche pensarci su, hanno deciso di rivolgersi per chiedere aiuto a un medico, a un nutrizionista o a un personal trainer? Non sempre sappiamo cosa è meglio fare quando abbiamo a che fare con la nostra salute, la nostra dieta o il nostro allenamento. Perché dovremmo comportarci diversamente quando è in gioco un bene prezioso come la nostra relazione?

4 - Perché andare in terapia di coppia? Tanto non funziona.

Quando i partner hanno provato e riprovato a far funzionare la loro relazione da soli ma il problema non si è risolto, è comprensibile che siano scettici rispetto al risultato di una terapia. Occorre dire che non esiste garanzia assoluta che una terapia di coppia funzioni e porti ai risultati desiderati. È un rischio insito nel processo di cura: le cose potrebbero non migliorare.

Ma nella maggioranza dei casi le persone pensano che non ci sia una soluzione solo perché ancora non l’hanno trovata. Il non avere ancora individuato come risolvere il problema non significa la relazione sia prossima alla conclusione. Fare terapia di coppia non significa tirare i dadi sperando che esca il numero vincente: ci sono numerose evidenze scientifiche sull’efficacia comprovata della terapia di coppia e dei vari protocolli di intervento.

I partner o le coppie che hanno iniziato un percorso di terapia condiviso spesso si dicono sorpresi dai benefici che hanno ottenuto e dai progressi fatti grazie al supporto dello psicoterapeuta. Spesso concludono il percorso dopo aver imparato e messo a punto strategie nuove di cui ignoravano l’esistenza. Mettersi sulla difensiva, reagire in modo impulsivo sono comportamenti che possono essere sostituiti da empatia, comunicazione onesta e chiara e sicurezza emotiva. Non sarà necessariamente facile o semplice. Ma tutto ciò che serve è il desiderio e la volontà di provarci.

 

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