Aiutare i bambini a gestire l’ansia: strategie utili per i genitori

Aiutare i bambini a gestire l’ansia: strategie utili per i genitori

Si parla spesso di ansia, a volte in maniera corretta per indicare un’ampia gamma di sensazioni spiacevoli associate a uno stato d’animo di forte preoccupazione. In realtà, se l’ansia generalizzata è un fenomeno abbastanza noto e una quota di base di ansia è presente in tutti noi, le forme in cui essa si manifesta sono specifiche e differenziate. 

Cosa definisce la specificità dell’ansia:

  • il motivo o la preoccupazione principale che la genera
  • le situazioni di vita in cui è più probabile che si presenti in forma accentuata.

Ciò che differenzia una persona ansiosa da una persona più tranquilla è l’insieme di due fattori:

  • la sensibilità individuale rispetto alle situazioni di incertezza che generalmente provocano ansia: alcune persone che si preoccupano maggiormente di fronte a situazioni nuove e stressanti, altre si preoccupano meno perché sono costituzionalmente meno sensibili e vulnerabili ai pensieri negativi.
  • la scarsa fiducia della persona ansiosa nelle proprie capacità di affrontare e gestire una situazione nuova e incerta.

Spesso questi due fattori sono strettamente connessi: la tendenza a preoccuparsi con facilità porta a leggere anche le situazioni meno complesse come potenziale fonte di pericolo, un’attivazione automatica che porta spesso a evitare molte delle situazioni che generano ansia.

Tuttavia, evitare le situazioni che provocano ansia impedisce di mettere alla prova le capacità di affrontarle e gestirle: ne deriva che, osservando la propria difficoltà nel far fronte emotivamente a situazioni nuove, la percezione della propria autoefficacia è indebolita.

L’insicurezza e la sfiducia in sé stessi impediscono di affrontare la situazione con strategie di coping efficaci. Acquisire fiducia nella capacità di gestire situazioni complesse è un processo che inizia nella prima infanzia e prosegue nel corso dell’intera vita adulta.

È nell’infanzia che si costruisce e si consolida l’idea che abbiamo di noi stessi come persone competenti nel gestire le incertezze. Tanto più i bambini sono sostenuti e aiutati a imparare a gestire queste situazioni e le emozioni ad esse associate, tanto più saranno adulti fiduciosi nelle proprie capacità emozionali.

Le forme di ansia nei bambini

Nel corso dell’infanzia ci sono forme tipiche di ansia che possono presentarsi in forma temporanea e lieve. Queste forme di ansia nel tempo possono però assumere le caratteristiche di un vero e proprio disturbo d’ansia: ciò accade quando l’ansia diventa molto intensa e frequente.

Durante l’infanzia, è difficile stabilire in modo obiettivo fino a che punto una situazione reale può giustificare l’ansia del bambino, perché nei bambini la separazione fra realtà e fantasia non è ancora definita in modo chiaro e non permette loro di essere del tutto oggettivi rispetto alla pericolosità reale della situazione temuta. 

La paura si combatte affrontando la paura

L’ansia naturalmente ci fa evitare le cose ci fanno paura ma così facendo, queste diventano sempre più spaventose e si crea un circolo vizioso. Se una situazione desta paura e ansia, occorre affrontarla per superare la paura.

Di fronte a un nuovo evento o a una nuova sfida il bambino può avere due pensieri di tipo opposto:

  • il bambino che pensa “mi sento bene”, “sono al sicuro”, sperimenta un’emozione positiva di calma e di tranquillità. Questo stato d’animo positivo lo porta ad affrontare la sfida.
  • il bambino che pensa “non posso farcela”, “starò male”, vive emozioni di paura e ansia. Il comportamento che segue spesso è l’evitamento: sottrarsi alla sfida per il timore di stare male.

Una volta attivato, il circolo vizioso dell’ansia e dell’evitamento tende ad autoalimentarsi e a mantenersi nel tempo.

Aiutare il bambino a gestire e a superare l'ansia.

Uno dei passi fondamentali è spezzare il circolo vizioso e affrontare la paura in modo coraggioso: se l’ansia e le paure influenzano in maniera intensa la vita del bambino, è bene chiedere un consulto con uno psicoterapeuta specializzato. Se invece l’intensità dell’ansia del bambino è moderata, ci sono strategie che possono aiutarlo ad affrontarla.

Il primo suggerimento è di invitare il bambino ad assumere un atteggiamento coraggioso nei confronti delle paure andando nella direzione opposta a quella dell’evitamento: i genitori sono gli esperti della vita dei propri figli, ma può essere comunque utile descrivere le strategie che possono arricchire il repertorio di comportamenti con cui un genitore può rispondere all’ansia di un figlio.

1. Prestare attenzione ai comportamenti del bambino  

È forse il modo più efficace per influenzare il comportamento di un bambino: se prestare attenzione a un comportamento ansioso lo aumenta, distogliere l’attenzione da un comportamento ansioso lo riduce.

È il principio del rinforzo positivo: se io gratifico un comportamento coraggioso dando attenzione e lodandolo, il bambino sarà propenso a ripeterlo nuovamente per ricevere nuovamente la gratificazione da parte dei genitori.

2. Lodare il bambino 

È una strategia complementare alla prima e un modo efficace per rinforzare i comportamenti non ansiosi. Per essere efficace, la lode non deve essere vaga ma va resa chiara, concreta e specifica.

Non basta dire “sei stato bravissimo” o Per esempio: “Sono molto orgoglioso che oggi tu ti sia impegnato per affrontare l’interrogazione davanti ai tuoi compagni, perché so quanto sia difficile parlare davanti agli altri quando si è molto emozionati. Tu ti sei impegnato a farlo e questo è un grande risultato per te e anche per me!”.

3. Ricompense e premi 

È la terza strategia collegata all’attenzione e alla lode: il premio è il riconoscimento che l’adulto dà al bambino per lo sforzo che il piccolo ha compiuto per ottenere un beneficio per sé.

Quando un bambino affronta l’ansia bisogna premiarlo e i premi non devono essere né costosi né eccessivi ma proporzionati:

  • allo sforzo che il bambino ha affrontato per superare l’ansia
  • all’entità del cambiamento che è riuscito a compiere affrontando la situazione e non sfuggendola.

La lode dei genitori può essere un premio, e una ricompensa efficace è certamente il passare più tempo insieme: significa valorizzare molto lo sforzo compiuto dal bambino ed è un premio molto apprezzato dai bambini.

4. Porsi come modello  

Il comportamento del genitore ha un ruolo importantissimo nella gestione dell’ansia del bambino. Infatti, porsi come modello aiuta il bambino ad apprendere i comportamenti più utili alla sua crescita. Una parte importante del modo in cui i bambini imparano a comportarsi è osservando gli altri: il loro osservare può essere molto sottile e non sempre il genitore si accorge che il bambino sta prendendo nota di ciò che l’adulto fa.

Potrebbe quindi essere necessario prestare attenzione ai vostri stessi comportamenti: se possibile, il genitore dovrebbe iniziare a fronteggiare le proprie ansie, per mostrare al bambino un modello migliore per gestire la sua paura.

Anche i genitori hanno le loro emozioni e a volte i bambini ansiosi possono essere molto frustranti e creare molte preoccupazioni: tuttavia, quando si è molto emotivi, per esempio arrabbiati o ansiosi, si diventa molto meno efficaci come supporto per i bambini. In quei momenti è difficile essere coerenti. Pianificate in anticipo i modi in cui potete prendere una pausa dall’interazione con il bambino: ditegli cosa state facendo e che tornerete da lui un po’ più tardi.

5. Evitare di dare eccessive rassicurazioni 

Il bambino ha bisogno di diventare autonomo, deve imparare a essere autosufficiente nell’affrontare le sue paure: dare troppe rassicurazioni significa indurlo a valutare una situazione temuta come tranquilla perché voi dite che è tranquilla e non perché lui lo creda veramente: il bambino che non crede a sé stesso non è autosufficiente nel riuscire a calmarsi.

Inoltre, dare troppe rassicurazioni fa passare il concetto che effettivamente c’è un pericolo, altrimenti perché altrimenti ci dovrebbe essere bisogno di rassicurare? È giusto che i genitori utilizzino le rassicurazioni per rinforzare le convinzioni che aiutano un figlio ad affrontare l’ansia, sottolineando per esempio che ha le risorse, il coraggio e l’abilità necessaria per affrontare con efficacia la situazione temuta.

Fondamentalmente, bisogna passare il messaggio che ce la può fare. È utile discutere con il bambino le occasioni in cui cerca molte rassicurazioni e pianificare in anticipo il modo di gestire queste occasioni: per esempio, potreste decidere che la prossima volta che cerca rassicurazioni scriverete su un foglio cosa può verificarsi al posto della cosa temuta: il bambino può scrivere tutte le cose rassicuranti che riuscirete a trovare insieme.

6. Gestire le paure in modo indipendente 

Una strategia necessaria per aiutare i bambini ad affrontare l’ansia è diventare indipendenti nel gestire le proprie paure e imparare a combattere le loro battaglie senza che un genitore vada immediatamente in loro aiuto. I bambini hanno bisogno di fare errori e di imparare da essi. Controllare o proteggere eccessivamente il bambino porta con sé il messaggio che il mondo è veramente un luogo pericoloso e che quindi ha ragione ad avere paura.

 

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